Dopo anni di silenzio, Foci è tornata a vivere grazie all’iniziativa di alcuni giovani volenterosi, che hanno dato vita a un’associazione non profit. Il borgo è rifiorito, diventando nuovamente un luogo di incontro e partecipazione. Per questo piccolo centro, il mese di agosto ha rappresentato un autentico momento di festa e di rinascita socio-culturale, con appuntamenti che mancavano da diversi decenni.
La Fondazione Foci
Al centro di questa rinascita c’è la Fondazione Foci, nata con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il territorio, il patrimonio storico, la cultura e l’ambiente. La Fondazione opera attraverso eventi, attività sociali e iniziative pensate per coinvolgere la comunità e rafforzare il legame con il borgo.
Il pranzo in piazza: il ritorno alla socialità di un tempo
Con il pranzo in piazza di “MagnaFoci” si è voluto richiamare l’antica abitudine di ritrovarsi all’aperto, dopo una faticosa giornata di lavoro, per cenare insieme tra vicini. L’iniziativa ha rievocato quei momenti di condivisione, associazionismo e socializzazione che un tempo univano le famiglie del borgo.
La processione e il ritorno delle famiglie
Da anni non si vedeva tanta partecipazione alla processione che ha attraversato le vie del paese. Molte famiglie trasferitesi altrove sono rientrate per l’occasione della festa; insieme a loro, numerose persone provenienti dai borghi limitrofi hanno preso parte alla messa, accompagnata dal coro di San Vittorino.
Particolarmente emozionante è stato anche il ritorno dei pellegrini dal Santuario della Madonna di Canneto, con la prima tappa nella chiesa di Foci e poi in quella di San Vittorino. Per gli abitanti del borgo si è trattato di una novità assoluta. Dopo il consueto rito religioso in chiesa, la comitiva dei pellegrini è stata accolta in piazza con un ricco ricevimento gastronomico.
La serata in piazza: tra memoria e musica
Dopo il pranzo tra amici e parenti, la sera la comunità si è ritrovata nuovamente in piazza. Il ballo moderno ha riportato alla memoria le serate animate dalla fisarmonica di Aldino, che con il suo strumento riusciva a trattenere la gente fino a oltre mezzanotte. Giovani e meno giovani si sono esibiti in balli moderni, per la gioia degli anziani seduti ad assistere. La serata danzante si è conclusa intorno alla mezzanotte con i fuochi d’artificio; la festa è poi proseguita con il dj fino a tarda notte.




