La questione relativa alla separazione delle carriere dei magistrati è stata oggetto di dibattito nel panorama politico italiano per un lungo periodo. Il tema, infatti, era già in discussione tra le varie forze politiche e istituzionali, suscitando ampio interesse e confronto.
L’Iter Parlamentare
Il disegno di legge Costituzionale, proposto dal ministro della Giustizia, ha raggiunto il Parlamento, dove è stato sottoposto all’approvazione sia alla Camera che al Senato. Tuttavia, non avendo ottenuto la maggioranza dei due terzi prevista, la sua validità non è stata sancita direttamente. Questo passaggio ha reso necessario il ricorso a un referendum confermativo, strumento previsto dalla Costituzione italiana per queste circostanze.
Il Referendum Confermativo
La votazione per il referendum confermativo è stata fissata per il 22 e 23 marzo 2026. In vista di queste date, tutti i partiti presenti nel Parlamento italiano hanno avviato una intensa campagna di propaganda, schierandosi apertamente per il SI o per il NO, a seconda delle rispettive posizioni politiche e programmatiche.
L’Esito del Referendum
I cittadini italiani aventi diritto al voto sono stati chiamati a esprimere la propria opinione sulla proposta di riforma costituzionale. L’esito del referendum ha visto prevalere il NO, manifestando così la volontà popolare di non modificare la Costituzione Italiana in relazione alla separazione delle carriere dei magistrati.
I dati definitivi espressi dai cittadini aventi diritto al volto dei comuni dell’alta valle del Volturno sono:





